FACEBOOK MCTRENTO

Cliccando sulla barra qui sotto trovi le classifiche 

http://www.motoclubtrento.it/index.php?option=com_content&view=article&id=75&Itemid=253&lang=it

 

 

03 settembre 2017

TRENTO BONDONE RIEVOCAZIONE STORICA

widman200        cartina tnbo200

La Storia

Vicende e personaggi della corsa

La prima edizione risale al 20 ottobre 1925 ed è stata vinta dal trentino Saverio de Tisi.

Il brillante esito della prima edizione della Trento - Bondone automobilistica, svoltasi il 3 luglio 1925, indusse i dirigenti del Moto Club di Trento ad organizzare sul medesimo percorso anche una competizione per centauri.

Sul finire di quella stessa estate esattamente il 24 ottobre 1925 - venne quindi disputata anche l’edizione inaugurale della Trento-Bondone motociclistica, con partenza dal curvone di Montevideo e arrivo alle Vaneze, dove a quel tempo esistevano solo una dozzina di casette.

Su quel tracciato bianco e polveroso, dal fondo cosparso di buche e ghiaia, costituito dalla vecchia strada militare realizzata all’inizio del secolo scorso dai soldati dell’esercito austriaco, la corsa per i rombanti bolidi a due ruote ebbe così il suo battesimo ufficiale, con la partecipazione di tutti i migliori motociclisti della nostra regione e delle regioni limitrofe.

Vincitore di quella prima edizione fu il trentino Saverio de Tisi, noto commerciante di vetri e cristalli, che concluse la sua assordante ascensione nel formidabile tempo di 18’’38”1/5; inferiore di ben tre minuti abbondanti a quello realizzato dal concittadino Ruggiero Menestrina, vincitore con la sua “Fiat 501/S” della corsa automobilistica svoltasi qualche mese prima. Dovettero poi passare lunghi anni prima che il tempo di Saverio de Tisi fosse migliorato. L’impresa riuscì nell’estate del 1932 a Giulio Scartezzini, altro valoroso centauro trentino che riuscì a salire da Montevideo alle Vaneze in 17’18”1/5 impossessandosi di conseguenza della “targa Giulio Bonmassar” che i dirigenti del Moto Club Trento avevano messo in palio per il primatista della corsa, in ricordo di un loro socio scomparso per infarto cardiaco, dopo una vita avventurosa che lo aveva portato a gareggiare anche sulle piste in cenere del Nord America. Scartezzini detenne la targa un anno soltanto. Nella edizione successiva infatti il suo avversario Dario Widmann che l’anno prima era stato tolto di mezzo per la rottura del motore della sua “Triumph 500”, si presentò alla partenza con una potente “Rudger 4 valvole” che gli consetì di polverizzare il primato con un magnifico 15’47”/4-5 e di conquistare così anche la “Targa Bonmassar”. Nel 1934 vinse il campione Nino Grieco, con un tempo assai distante da quello di Widmann che rimase così per sempre imbattuto in quanto ebbero inizio subito dopo i lavori di ricostruzione della strada del Bondone che ne modificarono completamente lo sviluppo planimetrico e la sua stessa fisionomia.

Della Trento - Bondone motociclistica si riparlò soltanto a guerra conclusa, allorquando venne organizzata la prima edizione di un nuovo ciclo, sempre con partenza da Montevideo ed arrivo alle Vanezze, per una lunghezza di km 12,700 ed un dislivello di 1.011 metri.

Uno dei nuovi primatisti fu Fabio Dorigoni, giovane ingegnere trentino che a bordo di una Morini Rebello 175, completò il percorso in 11’39” a dir poco fantastico. Qualche anno dopo il record passò al milanese Fabio Libanori con 10’52”2, quindi nel 1956 fu la volta del lombardo Costanzo Daminelli a fissare il nuovo limite a 10’49”2, superato due anni dopo dall’aretino Angelo Pastorelli che nel 1958 lo portò definitivamente a 10’26”3, pari ad una media di km 73. A partire dal 1960 La Trento - Bondone cambiò nuovamente volto in quanto il traguardo venne prolungato fino al Vason.

Le prime tre edizioni sul nuovo percorso che misurava km 17,300 per un dislivello di 1.360 metri, vennero vinte dal sondrino Attilio Damiani con tempi via via sempre migliori. Il suo primato di 13’52” netti stabilito nel 1962 venne battuto da Giacomo Agostini, allora all’inizio della sua prodigiosa carriera, e che in sella a un Morini 175 lo fissò a 13’39”. Dopo dieci anni di inutili tentativi il primato del grande “Ago” venne finalmente battuto dall’arcense Franco Carloni che a bordo di una potente Suzuki 500 lo portò a 13’31”3. Due anni dopo anche il record di Carloni venne polverizzato dal ligure Pieraldo Cipriani su Benelli 250 che nel 1975 concluse la sua corsa in 13’01”4, migliorandosi di un decimo di secondo nell’anno successivo e portando quindi a 13’01”3, pari ad una media oraria di km 79,713.

* * *

Alla ripresa della manifestazione del 1980 il conorso Cresta Giovanni su Suzuki 500 (categoria sport) migliorava nuovamente il record salendo in 12’38”54 alla media di km 82,104 (nuovo record assoluto). Il record da migliorare nella presente edizione è comunque quello ottenuto nel 1980 dall’equipaggio sidecar Daltoè Giuseppe - Somaglia Carlo su Konig in 13’35”55, media km 76,365 in quanto il miglior tempo tra le categorie presenti nella corsa di questo anno.